Per due giorni l’Arena Flegrea è tornata a essere il cuore pulsante della musica internazionale. Il Noisy Naples Fest 2026 ha regalato un’edizione capace di riportare alla mente le emozioni del leggendario Neapolis Festival, facendo respirare nuovamente a Napoli quell’atmosfera unica che per anni ha reso la città una tappa fondamentale per gli appassionati di rock e musica alternativa.
Pur con un’organizzazione diversa rispetto al passato, caratterizzata dalla suddivisione del pubblico in diversi pit, il festival ha saputo ricreare lo spirito delle grandi manifestazioni internazionali. Se da un lato non sono mancate alcune criticità per chi ha assistito ai concerti dalle aree più lontane dal palco, con problemi di visuale e in alcuni momenti anche di resa sonora, dall’altro chi ha scelto il Pit Gold ha potuto vivere un’esperienza praticamente perfetta, godendosi ogni concerto.
La formula dell’evento si è dimostrata vincente anche grazie all’alternanza tra gli artisti principali, nuovi nomi della scena musicale e numerosi DJ set che hanno mantenuto alta l’energia del pubblico tra un’esibizione e l’altra.
23 luglio: Bluvertigo, Skunk Anansie e Franz Ferdinand accendono il festival
La prima giornata si è aperta con i Bluvertigo, protagonisti di una performance intensa e coinvolgente che ha trovato subito la risposta di un pubblico partecipe e caloroso.
A seguire è stato il turno degli Skunk Anansie, che hanno confermato ancora una volta perché siano considerati una delle migliori live band della loro generazione. Skin si è dimostrata, come al solito, una vera forza della natura: instancabile, magnetica e capace di abbattere ogni distanza con il pubblico, arrivando come di consueto a scendere tra i fan in uno dei momenti più emozionanti dell’intera serata. Un concerto potente, destinato a rimanere nella memoria di chi era presente.
Tra l’esibizione degli Skunk Anansie e quella dei Franz Ferdinand, il pubblico è stato accompagnato dal DJ set di Ringo di Virgin Radio, con una selezione musicale perfettamente in linea con lo spirito del festival.
A chiudere la prima giornata sono stati i Franz Ferdinand, impeccabili come sempre. La band scozzese ha trasformato l’Arena Flegrea in una gigantesca pista da ballo, alternando i grandi classici ai brani più recenti con una naturalezza disarmante. Un’esibizione elegante, energica e coinvolgente, capace di far cantare e ballare praticamente tutti.
La festa è poi proseguita con l’aftershow, impreziosito dal DJ set degli Editors, autori di una selezione musicale semplicemente perfetta. Ad accompagnarli anche il DJ locale San Juno, che ha proposto una convincente selezione di brani rock, contribuendo a chiudere la serata nel migliore dei modi.
24 luglio: Planet Funk, Subsonica e Kasabian chiudono in bellezza
La seconda giornata ha confermato il livello altissimo della manifestazione.
Ad aprire il programma principale sono stati i Planet Funk, con Dan Black assoluto protagonista. Pur non presentandosi più da tempo una formazione completa con la batteria e basso dal vivo, la band ha dimostrato di mantenere intatta la propria capacità di coinvolgere il pubblico grazie a uno show ricco di energia e di hit che hanno fatto ballare tutta l’Arena Flegrea.
I Subsonica hanno poi firmato uno dei concerti più convincenti del festival. Una scaletta costruita con grande equilibrio, capace di alternare momenti più elettronici ad altri più rock, ha conquistato il pubblico dall’inizio alla fine grazie a una performance intensa e perfettamente calibrata.
Gran finale affidato ai Kasabian, protagonisti della loro unica data italiana del 2026. La formazione guidata da Sergio Pizzorno ha inevitabilmente mostrato quanto il progetto sia cambiato rispetto agli anni con Tom Meighan: il sound, così come l’impostazione dello spettacolo, appare oggi decisamente più orientato verso sonorità pop rispetto al passato, anche nell’esecuzione di alcuni dei brani storici. Nonostante questa evoluzione, la band britannica è comunque riuscita a costruire uno show coinvolgente e divertente, chiudendo il festival con grande energia.
Anche la seconda notte è proseguita con un aftershow ospitato all’interno dell’Arena Flegrea. A far ballare il pubblico sono stati Soul Express e M.Y.D., protagonisti di una serata dai toni più elettronici e dance, perfetta per concludere una manifestazione così ricca di musica.
Un festival da confermare
Il Noisy Naples Fest 2026 ha dimostrato che Napoli ha tutte le carte in regola per ospitare un festival di livello internazionale. Al netto di alcuni aspetti organizzativi che potranno essere migliorati nelle prossime edizioni, il bilancio è ampiamente positivo: due giorni di grande musica, un cast di altissimo livello, un pubblico caloroso e la sensazione, condivisa da molti presenti, di aver rivissuto almeno in parte lo spirito del mitico Neapolis Festival.
L’auspicio è che questa non rimanga un’esperienza isolata, ma rappresenti l’inizio di una tradizione destinata a consolidarsi negli anni, riportando Napoli tra le capitali italiane dei grandi festival musicali.



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