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Levante emoziona il Carditello Festival: al Real Sito un concerto pieno di vita

Ci sono concerti che si ascoltano e concerti che si vivono. Quello di Levante al Carditello Festival, nella splendida cornice del Real Sito di Carditello, in provincia di Caserta, appartiene senza dubbio alla seconda categoria. L’artista siciliana trasforma la serata in un viaggio tra emozioni, ricordi e nuove pagine della sua carriera, confermando ancora una volta di essere una delle cantautrici più incredibili del panorama italiano. Ogni suo concerto è un’esperienza totalizzante, capace di far ridere, riflettere, commuovere e cantare a squarciagola nel giro di pochi minuti. Non esiste una distanza tra palco e pubblico: Levante riesce a creare un legame quasi intimo con chi ha davanti, facendo sentire ogni spettatore parte di una storia collettiva che prende vita canzone dopo canzone.

Nonostante le previsioni annuncino la pioggia, il tempo regge per tutta la durata del live. Le nuvole restano sullo sfondo senza mai rovinare la magia della serata. Quasi come se fosse proprio la musica a scacciarle, lasciando che il fascino del Real Sito di Carditello faccia il resto e contribuisca a creare un’atmosfera unica, sospesa nel tempo, dove ogni parola assume un significato ancora più intenso.

La scaletta segue in gran parte quella proposta nell’ultima data napoletana del tour, ma regala anche una piacevole sorpresa con “Malìa”, il nuovo singolo estivo di Levante, accolto con entusiasmo dal pubblico. C’è spazio anche per il futuro con “Ruggine”, brano ancora inedito destinato a entrare nel prossimo album, che incuriosisce e conquista fin dal primo ascolto.

Il concerto attraversa tutte le anime della cantautrice. Si passa da “L’amore è fallimento” a “Follemente” fino ai brani legati all’esperienza sanremese come “Ciao per sempre” e “Lo stretto necessario”. Non mancano “Gesù Cristo sono io”, “Mi manchi”, “Mai mai”, “Non me ne frega niente”, “Sono blu” ela sempre amata “Alfonso”.

Ogni brano è un continuo scambio di energia tra palco e platea, uno di quei concerti in cui ci si ritrova a cantare con gli occhi lucidi senza nemmeno accorgersene, perché le canzoni di Levante riescono a toccare corde profonde e personali.

Uno dei momenti più intensi della serata arriva quando sul palco sale una bambina dal pubblico, la piccola Elisabetta, che canta insieme a Levante “Andrà tutto bene”. La scena emoziona tutti i presenti. La scelta del brano rende questo momento ancora più significativo e trasforma il duetto in uno degli istanti più belli e spontanei dell’intero concerto. Per qualche minuto il tempo sembra fermarsi e il pubblico assiste a una scena di una dolcezza disarmante, accolta da applausi calorosi e da tanti sorrisi emozionati.

Levante in più punti della serata dimentica anche qualche parola dei suoi testi ammentendolo lei stessa con il sorriso, ricordando di ostinarsi a cantare senza alcun gobbo sul palco. È un dettaglio che invece di interrompere la magia la rende ancora più vera: ogni imperfezione racconta la spontaneità di un’artista che preferisce vivere il concerto fino in fondo piuttosto che rincorrere una perfezione “artificiale”. Ed è proprio questa autenticità a rendere ogni sua esibizione diversa e irripetibile. Quelle piccole esitazioni diventano persino un valore aggiunto, perché ricordano che sul palco c’è una persona che vive ogni emozione insieme al suo pubblico, senza maschere e senza filtri.

Il finale sorprende tutti. Nessun grande arrangiamento, nessun effetto speciale. Restano soltanto Levante, il suo chitarrista, una chitarra e “Abbi cura di te”. Voce e chitarra, senza altro. Una chiusura essenziale, intima e profondamente emozionante che lascia il pubblico in religioso silenzio prima dell’ultimo lunghissimo applauso. È un finale che arriva dritto al cuore, lasciando nell’aria quella sensazione agrodolce che accompagna soltanto i concerti più belli, quelli che non si vorrebbe mai finissero.

Tra la bellezza del Real Sito di Carditello, una scaletta capace di attraversare tutte le sfumature del repertorio di Levante, i nuovi brani e i momenti di autentica condivisione con il pubblico, il concerto conferma ancora una volta quanto ogni suo live sia molto più di una semplice esibizione musicale. È un’esperienza di vita, un concentrato di emozioni autentiche che travolge dall’inizio alla fine. Si esce con il sorriso, con qualche lacrima, con la voce stanca per aver cantato ogni parola e con la consapevolezza di aver condiviso qualcosa di raro. Perché un concerto di Levante non si limita a intrattenere: lascia un segno, entra dentro e continua a risuonare anche molto tempo dopo l’ultima nota. Non vediamo l’ora di riviverlo già.

A cura di STRE (Stefano Crispino)

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