L’Arena Flegrea si trasforma in una grande festa per il ritorno di Emma Marrone a Napoli. Nonostante il caldo intenso che accompagna l’intera serata, il pubblico risponde con entusiasmo dall’inizio alla fine, confermando ancora una volta il forte legame tra la cantante salentina e la città partenopea.
L’apertura è affidata a “La mia città”, seguita da “Vita lenta” e “Pretaporter”, tre brani che mettono subito in chiaro la direzione dello spettacolo. Dal vivo molti pezzi assumono una veste diversa rispetto alle versioni in studio: gli arrangiamenti sono più decisi, le chitarre acquistano maggiore peso e l’intero impianto sonoro restituisce un’anima più pop rock, mantenendo costante l’impatto della performance.
Una delle novità del tour è anche la presenza di Emma alla chitarra in diversi brani. Una scelta che contribuisce a dare ulteriore carattere ad alcuni momenti dello spettacolo, ma che al tempo stesso incide inevitabilmente sulla sua libertà di movimento. Con lo strumento a tracolla, la cantante, risulta ancora troppo statica rispetto ai momenti in cui è libera di muoversi sul palco e di interagire con il pubblico, elemento che da sempre rappresenta uno dei suoi principali punti di forza dal vivo.
La scaletta attraversa le diverse fasi della carriera di Emma senza soffermarsi su un solo periodo, alternando i brani più recenti a quelli ormai entrati stabilmente nel repertorio dei fan. “Iniziamo dalla fine”, “Pezzo di cuore”, “Schiena”, “Trattengo il fiato”, “Mi parli piano”, “Mezzo mondo”, “In ogni angolo di me”, “Occhi profondi” e “Ogni volta è così” accompagnano un pubblico che canta praticamente ogni parola.
Uno dei momenti più intensi arriva con “Amami”, accolta da un coro imponente dell’intera Arena, prima di lasciare spazio a “Brutta storia”, “Taxi sulla luna”, “Vacci piano”, “Latina”, “Stupida allegria”, “Con le nuvole”, “Femme fatale” e “Dimentico tutto”, in un continuo alternarsi di momenti più intimi e altri più energici.
Il rapporto tra Emma e Napoli emerge anche nei momenti più spontanei. A un certo punto la cantante si lascia andare improvvisando alcune strofe di “Senza di te non posso stare, perché tu m’appartieni…”, ricevendo un’immediata risposta del pubblico. È uno dei tanti episodi che raccontano un’intesa costruita negli anni e che va oltre la semplice esibizione.
Non manca anche uno spazio più leggero, quando Emma interrompe per qualche istante il concerto per dedicare un affettuoso “Tanti auguri a te” al fonico Stefano, coinvolgendo tutta l’Arena in in un momento che strappa un sorriso prima di riprendere lo spettacolo.
Nel finale trovano spazio “Non è l’inferno”, “Io sono bella”, “Antidroga”, “Cercavo amore” e “Apnea”, fino all’ultimo brano, “L’amore non mi basta”, durante il quale Emma decide di scendere dal palco per raggiungere direttamente il pubblico. Un gesto che sintetizza perfettamente il filo conduttore dell’intera serata: abbattere ogni distanza tra artista e spettatori, trasformando il concerto in un’esperienza condivisa.
L’ovazione finale accompagna i saluti di Emma, che lascia l’Arena Flegrea dopo quasi due ore di musica, confermando un rapporto con Napoli fatto di partecipazione, vicinanza e reciproco affetto.
A cura di STRE (Stefano Crispino)


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