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Gianni Morandi infiamma l’Arena Flegrea: una serata di vita, energia e ricordi

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NAPOLI 01/10/26 – L’Arena Flegrea si riempie di musica e di entusiasmo per l’arrivo di Gianni Morandi, protagonista della tappa napoletana di C’era un ragazzo – Estate 2026. Il tour celebra anche i 60 anni di “C’era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones”, brano che continua a attraversare generazioni diverse.

Morandi entra in scena e dimostra ancora una volta quanto il tempo sembri avere un rapporto particolare con lui: energia, sorriso, movimento e voglia di stare sul palco accompagnano uno spettacolo che attraversa oltre sessant’anni di musica italiana. Alle sue spalle una band diretta dal maestro Luca Colombo, capace di dare nuova forza ai grandi classici.

Il concerto parte dalla memoria con “C’era un ragazzo”, “Occhi di ragazza”, “Se perdo anche te” e “Varietà”, per poi arrivare a uno dei momenti più intensi della serata: il tributo a Lucio Dalla. Morandi interpreta “Futura” e “Piazza Grande”, raccontando anche il rapporto con Dalla e il legame umano e artistico che li unisce. Il momento prosegue con “Vita”, in un omaggio che diventa uno dei passaggi più emozionanti dello spettacolo. La scaletta del tour comprende infatti questi brani di Dalla proprio all’interno del cuore centrale del concerto.

Poi si torna a sorridere e a ballare. Arrivano “Un mondo d’amore”, “Grazie perché”, “Bella signora”, “Solo insieme saremo felici”, “L’allegria”, “Canzoni stonate” e “Apri tutte le porte”. E proprio parlando di quest’ultima, Morandi ricorda Lorenzo Jovanotti, autore del brano e protagonista di una collaborazione nata anche dopo l’incidente alla mano del cantante: da quella storia arriva prima “L’allegria”, successiva alla canzone portata a Sanremo nel 2022.

La parte dedicata agli anni Sessanta è una vera festa: Morandi attraversa “Non son degno di te”, “Se puoi uscire una domenica sola con me”, “La fisarmonica”, “Go-Kart Twist”, “Chimera”, “Andavo a cento all’ora”, “Tenerezza”, “In ginocchio da te” e “Belinda”, trasformando l’Arena in una grande macchina del tempo.

Prima del bis arriva “Uno su mille”, cantata insieme al pubblico, mentre per il finale Morandi lascia esplodere tutta la sua anima più festosa con “Scende la pioggia” e soprattutto “Banane e lampone”. L’Arena Flegrea è ormai completamente in piedi: si canta, si balla e per qualche minuto la distanza tra palco e platea praticamente scompare.

Quello di Napoli è quindi un concerto che racconta la longevità di un artista, ma soprattutto la sua capacità di continuare a vivere le canzoni con la stessa vitalità e lo stesso entusiasmo. Gianni Morandi non si limita a ripercorrere la propria storia: la porta ancora nel presente, dimostrando sul palco perché il suo nome appartiene ormai alla memoria collettiva della musica italiana

A cura di STRE (Stefano Crispino)

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