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Intervista a Scaleno: “Impostore” è il nuovo singolo

Fuori da venerdì 26 aprile 2024 il nuovo singolo di Scaleno dal titolo “Impostore”. Il brano parla di sua maestà la sindrome dell’impostore, ovviamente: quel disagio che ci porta a non essere tranquilli nemmeno quando abbiamo tutto quello che ci serve, che ci fa sentire di non meritare quanto di buono facciamo e la bellezza che c’è intorno a noi. Un pezzo inevitabilmente ritmato, forte, con un testo veloce e diretto.

Abbiamo scambiato qualche parola con l’artista per saperne di più:

Ci hai raccontato brevemente che il tuo nome d’arte prende il nome dai triangoli scaleni. Ci racconti meglio questa scelta?

Il concetto di triangolo scaleno mi piace: è il tentativo di descrivere in modo semplice e razionale qualcosa di storto e di non particolarmente speciale. Un mio amico diceva sempre che ero Scaleno perché sono, ed ero soprattutto da ragazzo, piuttosto goffo e sbilenco, così ho deciso di rivendicarmelo. I triangoli sono proprio una bella forma geometrica ma al loro interno c’è una fastidiosa gerarchia: ci sono i perfetti equilateri, gli allineati isosceli, e poi la massa di persone normali scalene.  E quindi sono Scaleno.

Nel 2022 cominci a collaborare con Luca Cotroneo e Davide Vaglia. Come è avvenuto questo incontro musicale?

Luca lo conoscevo dai tempi delle scuole superiori ed è un pezzo di me, oltre che il miglior chitarrista che abbia mai incontrato di persona. Dave invece l’ho conosciuto perché abbiamo suonato insieme in un progetto fantastico che vi invito a curiosare, un collettivo artistico chiamato KBB Orchestra. Quando ho iniziato con questo progetto per mia fortuna hanno pensato che sarebbe stato divertente darmi retta e suonare con me.

Ci sono degli elementi ricorrenti nei tuoi brani? Quali sono e come si palesano nel tuo singolo “Impostore”?

Provo sempre a parlare della zona di confine tra dinamiche individuali e contesto sociale — non solo provo, ma mi viene naturale. Mi affascina la dialettica tra noi stessi e la società nella quale siamo immersi, in modo che a volte sembra sfuggirci. Questo approccio si può applicare a tutti i campi, anche alle canzoni d’amore ad esempio. In Impostore volevo inquadrare il disagio che proviamo a causa di questo male psicologico così diffuso in questo momento nella nostra società, per la quale non andiamo mai bene e non siamo semplicemente mai abbastanza. Così sentiamo di non meritarci niente di quello che ci capita, ma non è vero: questa continua pressione è semplicemente un tentativo di estorcere qualcosa di più da noi.

A chi vorresti dedicare questo brano?

A tutti quelli che soffrono di questa sindrome, in particolare le donne, che ne sono particolarmente soggette. A loro si chiede sempre un po’ di più, sono sempre meno abbastanza in tutto quello che fanno, e se sbagliano qualcosa vengono giudicate molto più in fretta e pesantemente rispetto agli uomini.

Prossimi progetti per il 2024?

Il solito: suonare, suonare suonare. Ma anche rilassarsi e divertirsi con amici e famiglia.

 

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