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Vasco, sembrava la fine del mondo…ma siamo ancora qua!

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Vasco torna a Napoli proprio lì dove c’eravamo lasciati. Sono cambiate un po’ di cose da allora, a cominciare dal nome dello stadio, da San Paolo a Diego Armando Maradona (del resto è lui il vero “santo” di questa città).


L’ultima volta c’eravamo, appunto, visti nel 2015; quando proprio il Blasco aveva “riaperto” ai concerti lo stabile di Fuorigrotta dopo 10 anni senza musica. Il concerto inizia puntualissimo alle 21:30, l’atmosfera è grandiosa, da finale di mondiali; complici sia la location che i fumogeni, accessi più volte da qualcuno nel pubblico. Il suono e l’impatto sonoro sono incredibili e la scenografia non è da meno, con ben 5 maxischermi con grafiche, ovviamente, diverse ed ad hoc ad ogni canzone.

Nella band spicca una sezione fiati molto azzeccata oltre che ai soliti grandiosi musicisti consolidati ormai da anni; come Stef Burns alla chitarra e Claudio “Gallo” Golinelli al basso. Dopo il momento più rock del concerto con “L’amore, l’amore” con addirittura 3 minuti di assoli a due chitarre (una goduria totale) c’è spazio per un lungo interludio molto suggestivo e intimo, che spezza però un po’ troppo l’adrenalina del tutto.

Il live set è un alternarsi di successi incredibili, canzoni del passato per fan più fedeli e pezzi del nuovo disco. Questi ultimi funzionano particolarmente dal vivo, data la matrice molto più rock e aggressiva dei brani. In scaletta spiccano sicuramente “Ti taglio la gola” che live suona sempre meglio della versione studio e “Una Canzone D’Amore Buttata Via” grande singolo che anticipò l’anno scorso il suo nuovo lavoro discografico “Siamo qui”.

Meno degni di nota, invece, alcuni pezzi inseriti in scaletta come “Amore… aiuto” oppure “…Muoviti!” . Più che altro è un peccato che questi brani “minori” abbiano preso il posto di tanti capolavori (come “Ogni volta” o “Liberi liberi” per esempio, giusto per citarne due).
Dulcis in fundo, il cantante di Zocca si lancia anche in un irriverente messaggio anti-guerra “Noi vogliamo la pace, la musica, l’amore e la figa” e come dargli torto?

Il live si chiude con l’immancabile “Albachiara” dove scoppia (letteralmente) una pioggia di coriandoli su tutto il pubblico del prato; altro elemento scenico che arricchisce una serata dalla atmosfera magica. E se è vero che “Siamo soli” è pur vero che siamo “in tanti” come ci ricorda dal palco Vasco. Che bello tornare ai concerti, che bella la musica dal vivo. “Sembrava la fine del mondo… ma SIAMO ancora qua!

 

Live report a cura di Stefano Crispino

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