Sign up with your email address to be the first to know about new products, VIP offers, blog features & more.
[mc4wp_form id="4890"]
Zapisz Zapisz

Vago: “Balordi mari” è il nuovo ep, tra resistenza emotiva e disallineamento

By Posted on 0 No tags 0

Il cantautore toscano Vago pubblica il suo nuovo ep, “Balordi mari”, preannunciato dal singolo “Non mi dire”. Balordi mari è il punto di approdo di una scrittura che Vago ha progressivamente sottratto all’urgenza per consegnarla a una dimensione più sedimentata, quasi fisica. L’EP, composto da quattro brani, si muove come una navigazione instabile in cui l’acqua diventa linguaggio, struttura e stato emotivo, più che semplice immagine ricorrente.

L’apertura affidata a Non mi dire definisce subito il perimetro del lavoro: una ballata che nasce da un nucleo acustico e si espande per stratificazioni progressive, senza mai cercare il climax tradizionale. La scrittura qui è costruita per accumulo controllato, con un approccio che privilegia la trasformazione lenta rispetto all’esplosione. Il cuore tematico dell’EP si muove tra abbandono, resistenza emotiva e disallineamento rispetto alla velocità contemporanea. Vago non utilizza questi elementi come dichiarazioni programmatiche, ma come condizioni interne ai brani: l’instabilità non viene raccontata, ma messa in forma. In Per dispetto al mare la traiettoria si sposta verso una dimensione più spigolosa e necessaria. Il brano, costruito come una sorta di “non canzone”, interrompe la linearità narrativa per assumere la forma di istantanea sonora. La scelta di non strutturare il pezzo secondo schemi canonici diventa qui un gesto preciso, che riflette la difficoltà di tradurre un evento traumatico in linguaggio musicale senza addomesticarlo.

Le profondità e Vago chiudono il percorso con due prospettive complementari: da un lato l’attrazione per l’ignoto come tensione conoscitiva, dall’altro una riflessione identitaria che si fa manifesto. Il risultato è un EP che non cerca sintesi, ma esposizione del processo.

La produzione, affidata a Paolo Mauri, mantiene una coerenza timbrica che lascia spazio all’identità dei singoli strumenti, costruendo un equilibrio volutamente instabile tra componente acustica ed elettrica. Ne emerge un suono che non punta alla pulizia, ma alla densità.

Balordi mari non è un lavoro risolutivo: è piuttosto un attraversamento. Un disco che accetta di restare in sospensione.

No Comments Yet.

What do you think?

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *