Sign up with your email address to be the first to know about new products, VIP offers, blog features & more.
[mc4wp_form id="4890"]
Zapisz Zapisz

Neffa @ Casa della Musica, Napoli – Live Report

By Posted on 0 No tags 0
Napoli ritrova finalmente Neffa. Il 13 marzo la città lo accoglie a braccia aperte alla Casa della Musica con un sold out carico di entusiasmo, quasi liberatorio, dopo tredici lunghissimi anni di assenza dal capoluogo partenopeo. Un’attesa che si percepisce già prima che le luci si abbassino.
“Universo Neffa” Club Tour 2026 fa esattamente ciò che promette: un viaggio dentro tutte le vite musicali di un artista camaleontico, capace negli anni di attraversare hip hop, soul, funk e pop cercando sempre una nuova identità. Un percorso fatto di trasformazioni, evoluzioni e cambiamenti che sul palco diventano un racconto condiviso con il pubblico.
La serata napoletana si trasforma subito in una grande festa celebrativa. Non solo un concerto nostalgico ma una panoramica viva dell’universo creativo di Neffa, dove ogni brano rappresenta una fase diversa della sua storia artistica.
La scaletta attraversa epoche e sonorità diverse. “Santosubito” e “Rubik” aprono la porta al groove del suo mondo, mentre “Prima di andare via” e “Dove sei” accendono il primo grande coro collettivo della sala. L’energia cresce con “Funk-a-un” e “Hype”, due momenti che ricordano quanto il lato funk e hip hop del suo repertorio resti ancora oggi potente e vitale.
Uno dei momenti più intensi arriva con “Cambierà”, che diventa una sorta di confessione collettiva: la sala canta all’unisono e l’atmosfera si fa profondamente emozionante.
Il concerto continua con brani amatissimi come “Come mai” e “Quando finisce così”, mentre gli incastri dinamici di “Gran finesse / Unocomeme” e “Cane randagio / Cani sciolti” mostrano tutta la libertà artistica di Neffa, sempre a suo agio tra generi diversi.
Poi “La mia signorina” fa cantare ovviamente tutta la sala. Napoli risponde con un entusiasmo contagioso, quasi a voler recuperare il tempo perduto in questi tredici anni.
Nel finale il concerto entra in una dimensione più riflessiva con “L’incognita”“Stare al mondo”“Il mondo nuovo” “Molto calmo”, prima di tornare al groove con il medley “Troppa weed / La porra”.
Poi arriva la chiusura: “Lontano dal tuo sole” prepara il terreno per quello che è uno dei momenti più attesi dei suoi concerti. “Aspettando il sole” diventa il gran finale, cantato da tutta la sala, una sorta di abbraccio collettivo tra artista e pubblico.
Alla fine resta la sensazione di aver assistito non solo a un concerto, ma a una celebrazione di un percorso artistico unico nella musica italiana. Un percorso elegante, libero e sempre capace di reinventarsi.
Un artista che nel tempo attraversa generi, epoche e linguaggi diversi senza mai perdere la propria identità, confermandosi uno dei musicisti più eclettici e imprevedibili della scena italiana.
A cura di Stefano STRE Crispino

No Comments Yet.

What do you think?

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *