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Quando ho incontrato TGP: Matteo Alieno

Un’onesta dichiarazione di sé.

Intervista a cura di Giorgia Groccia

Martedì 19 Novembre, esce in radio, sulle piattaforme streaming e in digital download Non mi Ricordo, il nuovo singolo del cantautore Matteo Alieno per l’etichetta Honiro Ent.

Matteo Pierotti in arte Alieno è un cantautore, produttore musicale e polistrumentista romano di classe ‘98.

Si avvicina alla musica all’età di 6 anni scrivendo le prime canzoni assieme alla madre che, grazie alla forte passione per la musica, lo fa crescere ascoltando Lucio Dalla, Lucio Battisti, Michael Jackson, i Beatles e tanti altri artisti.

Alle scuole medie studia chitarra classica frequentando la sezione musicale e suonando nell’orchestra della scuola (proprio in questa situazione viene preso in giro con il nome Alieno da alcuni compagni e ne farà poi il suo nome d’arte).

Viene ammesso al conservatorio di S.Cecilia che abbandona però dopo un solo anno di studio.

Ad oggi si dedica alla produzione del suo primo album con Honiro.

Il brano è un’onesta dichiarazione di sé, una ballata morbida e graffiata che mette in risalto non solo l’ottima penna dell’artista ma anche una vocalità calda e piacevole. La prod è cucita indosso al testo mettendone in risalto i tratti salienti, sottolineando in particolare quanto non vi sia la pretesa di arrivare ma la necessità di essere e non di apparire falsati dalle mode passeggere del momento.

 

 

Noi di tgp abbiamo incontrato Alieno, eccone il risultato:

 

“Non mi ricordo” è un brano sincero, sarebbe bello conoscerne la genesi, ce la racconti?

Non mi ricordo è nata in pochi minuti su una poltrona di casa che quel giorno era girata verso la finestra invece che verso la televisione, mi ha ispirato molto quella casualità. Volevo raccontare quel mio lato smemorato che tutti mi hanno sempre rimproverato, con una chitarra e un linguaggio diretto, analizzandomi in modo semplice.

 

Quando hai capito che avresti scelto “Non mi ricordo” come singolo? Hai altri brani in cantiere?

Ho scelto “Non mi ricordo” quando ho capito che che era l’antipasto perfetto, ha degli elementi particolari, dal linguaggio che uso alla struttura, e poi racconta di me senza filtri, mi è piaciuto presentarmi con i miei difetti in primo piano. Ho tanti brani in cantiere e usciranno presto, non vedo l’ora di farli uscire.

 

 

Tony Pujia ha lavorato con te al brano. L’arrangiamento è stata una scelta ragionata o è venuto fuori naturalmente grazie all’efficacia del brano?

Non mi Ricordo ha vissuto varie vite, inizialmente l’ho arrangiato da solo nel mio studio con Davide Amati alle chitarre soliste, poi ho registrato la batteria di Andrea Geremia e il basso di Mattia Micalich che poi abbiamo perfezionato da Tony Pujia successivamente. È stato un lungo e accurato lavoro, mi ritengo un perfezionista amante dei dettagli hahah.

 

Quanto conta tutta la musica che hai ascoltato nella tua vita? Influisce all’interno dei tuoi brani?

Sicuramente influisce da morire, è un po’ come l’educazione data dai genitori secondo me, inconsciamente vieni plasmato dagli ascolti che fai secondo me. Amo il britpop e il cantautorato italiano e questo sicuramente entra a far parte dei miei brani in modo evidente.

 

 

A proposito di ricordi, quali sono i tre più significativi che non hai elencato nel brano?

I più bei ricordi che ho sono legati alla mia infanzia, quando scrivevo con mia madre al pianoforte o quando un giorno circa all’età di 7 anni andai con il mio amico Davide Amati in Emilia Romagna e abbiamo suonato per le strade si Sant’Arcangelo senza il permesso dei nostri genitori, ci sentivamo ribelli, suonare ancora con lui è una cosa pazzesca.

 

Progetti futuri?

Ho un disco da finire, e tante canzoni da scrivere ancora, voglio crescere e imparare tanto.

 

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