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INTERVISTA | Milema racconta le emozioni che non si vedono

Non tutte le tempeste fanno rumore. Alcune si consumano in silenzio, lasciando chi le vive con la sensazione di non essere compreso. È proprio da questo spazio invisibile che nasce “Ricominciare”, il nuovo singolo di Milema. La cantautrice milanese sceglie una narrazione autentica, lontana da costruzioni artificiali, per parlare di un disagio emotivo che spesso passa inosservato. La sua scrittura si fa diretta, accompagnata da un arrangiamento che lascia respirare ogni parola. Milema punta all’essenziale, mettendo al centro il messaggio. Un brano che non offre risposte facili, ma invita a riconoscersi. Abbiamo approfondito con lei il senso di questo nuovo lavoro.

 

“Ricominciare” parla di uno stato emotivo difficile da riconoscere. Da dove è nata l’esigenza di raccontarlo?

L’esigenza è nata in parte da esperienza personale e per dare voce a chi si trova in questa situazione e non è in grado di riconoscerla o non ha mai saputo dargli un nome. Viviamo anche in un periodo storico in cui è facile sentirsi soli, inondati dai social e dalle vite altrui; quello di cui parlo in ricominciare però è un tipo di solitudine che va oltre; quella fase della solitudine dove ci si sente soli ma va bene così. A mio parere è la fase più pericolosa perchè non hai la forza di uscirne per paura che nessuno là fuori ti voglia e uscirne non è facile da soli.

 

Quanto c’è di autobiografico in questo brano? Ti è mai capitato di sentirti incompresa nonostante tutto sembrasse andare bene?

Si mi è capitato, ma in realtà penso capiti a tutti solo che ognuno reagisce a tale situazione in modo diverso. Quando ero più piccola spesso mi è capitato di sentirmi sola e non capivo il perchè, se fosse o meno una cosa dipesa da me. Sono sempre stata una persona timida e riservata, ma capitavano momenti in cui proprio sentivo l’esigenza di esprimermi in un determinato modo e, o non riuscivo o non lo facevo per paura dell’incomprensione delle persone, era una fase e una lotta più con me stessa e questo faceva apparire tutto il contorno totalmente naturale.

 

Quanto ha influito il tuo background jazz nella costruzione del pezzo?

Da un punto di vista prettamente sonoro e strumentale in questo caso ha influito poco, si tratta infatti di un brano pop melodico. Ha influito sicuramente la voglia di ricercare un mondo sonoro poco scontato, come è tipico nel jazz fare, andare oltre le aspettative e azzardare.

 

C’è una frase di “Ricominciare” a cui ti senti particolarmente legata? Perché?

Sì, sicuramente la frase conclusiva del mio ritornello “persa qui dentro tra buio, fango e silenzio resta un filo di luce”. Penso sia la frase che racchiude meglio il messaggio del mio brano e che infonde fiducia e speranza.

 

Che tipo di ascoltatore immagini mentre scrivi una canzone come questa?

Immagino un ascoltatore molto sensibile, che ascolta attentamente ogni parola e gli dia il giusto peso. Magari un ascoltatore che si ritrova in queste parole o ci si è ritrovato e quindi riesce a capire a pieno il significato e gli dà maggiore valore; oppure un ascoltatore che non ci si è mai ritrovato in una situazione simile ma riconosce in queste parole un amico o un famigliare e ne coglie la sottigliezza del messaggio.

 

Anticipazioni sui tuoi prossimi progetti?

Ci sto ancora lavorando, sicuramente altre canzoni in arrivo per far conoscere le varie sfaccettature di Milema.

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