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Intervista agli Atlante: la band emergente di Torino si racconta

Gli Atlante sono una band di Torino, che pian piano si sta facendo spazio nel panorama indie alternativo italiano, lo scorso Gennaio è  uscito il singolo “Atlas” di cui vi consigliamo l’ascolto. 


Tra battute sulle band adolescenziali e risate da ansia pre-concerto, Claudio (Voce e Chitarra), Andrea (Basso) e Stefano (Batteria) ci hanno raccontato un po’ di loro e del nuovo album presto in uscita per Pan Music Production 

Ecco l’intervista a cura di Arianna Puccio realizzata poco prima del Live della band lo corso 27 Aprile al Rock’n’Roll di Milano.

“Facciamoci prima uno shottino” e poi via, chiusi nel backstage del Rock ’n’ Roll (http://www.rocknrollclub.it/) ( il locale storico in via Bruschetti a Milano), tra divanetti rossi in pelle e pareti tappezzate di storia del rock.

foto di Francesco Di Biase x Kilt + RnR

 

Quando avete iniziato a suonare insieme?


Claudio:  Ufficialmente 2 anni fa, ma siamo tutti attivi con altre band da oltre 7 anni” …“ Abbiamo sempre suonato tutti più strumenti, tranne Stefano che fa sempre il batterista


Stefano: Però ho cambiato tante band! 

Claudio: Ad un certo punto sentivo il bisogno di cambiare, suonare la chitarra, dopotutto ho sempre fatto il batterista, e la chitarra mi sembrava un buon modo per esorcizzare le cose che mi opprimono “.

Quindi è per questo che i vostri testi sono spesso tristi o (come amo definirli io) del team #maiunagioia?

Andrea:  Sono tristi perchè Claudio non ha instagram! ahah 

Claudio: Non sono tristi dai, cioè forse un pò. Ma sai cosa? Ognuno di noi ha dei pesi che porta con se, io amo suonare quando sto male, perchè esorcizzo. I miei testi sono un pò questo, un modo per esorcizzare le cose che ho dentro! 

Quindi è per questo che “urlate” molto nei pezzi?

Andrea:  Sì noi urliamo un sacco, diciamo sempre che l’importante è finire il concerto sudati! (ride)

Claudia:  Quindi oggi ci vedrai sudatissimi!

Perchè avete scelto di chiamarvi Atlante?

Volevamo un nome che cominciasse con la A perchè così potevo averlo in alto sull’I-Pod. No scherzo, allora Atlante ha due storie, la prima motivazione, forse la più vera è legata un pò alla frase della canzone Atlas – sentirsi il mondo sulle spalle, vorrei esser forte come Atlante -, ero in vacanza con mia madre e scattai una foto, la pubblicai su facebook… e insomma in quel momento mi sentivo il mondo davvero sulle spalle – aver pensato che la vita è tutta qua. La seconda storia è che ho passato un periodo un po’ così, un po’ malaticcio, e avevo un diario che mi aiutava. Questo diario lo chiamavo Atlante e ci scrivevo dentro tutto, per sfogarmi. Adesso quel diario l’ho bruciato!

Quindi è un po’ questo quello che c’è dietro al vostro ultimo singolo Atlas? Questa voglia di essere come Atlante e reggere il peso del mondo?

Questo pezzo per noi racchiude tante emozioniCon Atlas cerchiamo di fare questo paragone tra la vita di tutti i giorni e una figura mitologica, Atlante appunto. Ognuno di noi si sente un peso o più pesi addosso, ma spesso lo fa più grande di quello che è realmente. La realtà è che infondo tutti i problemi si possono affrontare, bisogna trovare il modo di spazzarli via ed esorcizzarli. Nel ritornello ho cercato di dire che se anche molte volte ci creiamo dei pesi o delle colpe che non dovremmo avere, da alcune difficoltà nasce lo stimolo di fare di più. Quindi non è vero che sono triste, anzi quando canto sono felice, e ho bisogno di essere arrabbiato prima di cantare perchè la rabbia o la tristezza mi stimolano a fare di più nella musica e nelle cose che amo 

VIDEO DI ATLAS

Parliamo del vostro prossimo album, si sa quando uscirà e che titolo volete dargli?

 non abbiamo ancora una data precisa, lo stiamo registrando con Pan Music, ma penso che useremo una delle frasi più rappresentative di Atlas – è un’entropia di immagini e pensieri – 

Che influenze avete e avrete in questo nuovo EP ?

Nadàr Solo

Nicolo Fabi

Biffy Clyro

Verdena

Fask

Foo Fighters

Totorro

Un ultima domanda: ci piace chiedere agli artisti che intervistiamo che tipo di persona da parterre sono ? Il Pogatore? Quello che ascolta il concerto ad occhi chiusi?

Andrea: “ Io sono sicuramente il Pogatore, pogo totale assoluto. Infatti se non pogo soffro! “

Stefano: “ Io sono quello che sta zitto e ascolta ahah”

Andrea: “ Si lui è quello calmo del gruppo ahah”

Claudio: “ Io sono un po’ atipico, quando parte il pezzo devo tirare due pugni, poi torno normale ahah”.

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