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Intervista a WUT: “A darci fuoco” è il nuovo singolo

WUT (Weird Unhappy Things) nasce da un’idea di provincia, da un bisogno di evasione e di narrazione dei moti di questi tempi moderni. Figlio del post-punk, dell’alternative e della musica elettronica, l’obbiettivo di questo progetto musicale solista è quello di mescolare onde sonore ad un agglomerato di parole che portino l’ascoltatore dentro sé stesso, che facciano vivere situazioni che spesso si vogliono evitare. La parte testuale all’interno di WUT è fondamentale e molto spesso è proprio da lì che nasce il prodotto finito di canzone. Musica mossa dal cinismo del cemento, dalla purezza della natura, dalla freddezza dei sintetizzatori e dal calore delle chitarre elettriche.

“A darci fuoco” è il nuovo singolo del progetto. Un singolo che non è solo un brano da ascoltare, ma uno stato d’animo da vivere, che trasforma l’immobilità emotiva in un gesto di reazione.

 

Scopri il brano:
https://distrokid.com/hyperfollow/weirdunhappythings/a-darci-fuoco/

Il titolo “A darci fuoco” è molto d’impatto. Per te è quel fuoco è più distruzione o rinascita?

Entrambi, come ogni fuoco che si rispetti.

In che modo l’apatia diventa un tema centrale nella tua scrittura?

Nel momento in cui ti permette di descrivere nel migliore dei modi quello che ti circonda e quello che stai vivendo. È una forma di protezione, ma è anche autodistruttiva.

Che cosa è più difficile secondo te, reagire o capire cosa ci blocca? In questo momento senti che ci sia qualcosa a bloccarti?

È difficile reagire dopo che si è capito che quello che ci blocca è qualcosa difficile da eliminare. In questo momento non lo so, ma va bene.

Quanto ti senti figlio della provincia e quanto in fuga da essa? E in che modo la dimensione della provincia ha plasmato le tue tematiche?

Ho imparato ad accettare la provincia e a rubargli quello che di buono e utile può insegnare. Adesso non so se riuscirei a vivere in una città. Sicuramente la provincia ha plasmato e creato le mie tematiche tante volte.

Che tipo di ascoltatore immagini mentre componi un brano come questo?

Oddio, non ci ho mai pensato. Mi immagino un ascoltatore non superficiale, che si pone molte domande, a tratto disilluso.  Un libero.

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