Il 15 marzo, al Duel Beat, Giorgio Poi porta sul palco l’ultima data del tour, chiudendo il percorso con un live coerente, costruito con attenzione e una visione precisa.
Le sequenze hanno un ruolo centrale e tengono insieme tutto il suono, dando struttura e profondità all’esecuzione dal vivo. Ma è soprattutto l’impatto visivo a colpire. Lo sfondo si accende di giochi di luci e colori che richiamano chiaramente l’estetica di Schegge: tonalità calde e fredde che si alternano, sfumature in movimento, creando un ambiente immersivo, mai invadente ma sempre presente. Un lavoro visivo elegante, che accompagna e valorizza ogni momento del concerto.
La scaletta è ben calibrata, attraversa in modo completo le diverse fasi del suo percorso, pescando da tutti gli album con equilibrio e senza forzature. Ne viene fuori un flusso continuo, naturale, che tiene insieme passato e presente senza creare distacchi.
Il pubblico segue con attenzione, senza eccessi ma con una partecipazione costante, lasciando spazio alle canzoni e all’atmosfera costruita sul palco.
Quello che emerge, più di tutto, è il momento artistico. Con l’ultimo disco Giorgio Poi appare più centrato, più consapevole, e questa solidità si riflette pienamente anche dal vivo. Attorno a lui si percepisce un’attenzione nuova: oltre a chi c’è sempre stato, si avvicina un pubblico più ampio, segno di un lavoro recente più riuscito e a fuoco rispetto ai precedenti.
È una fase di rinascita, concreta.
Il tour si avvia alla conclusione così, in modo naturale. Ma la sensazione è che sia solo un passaggio: qualcosa si è rimesso in moto, e presto potrebbe già portare nuove sorprese.
A cura di Stefano STRE Crispino



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