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Ex-Otago live @ DSSZ Club – Baronissi (Sa)

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Gli Ex-Otago tornano nei club, quelli veri, quelli dove il sudore arriva prima delle luci. E lo fanno per un motivo gigantesco: festeggiare i 10 anni di Marassi, uno di quei dischi che possiamo dire senza paura essere un capolavoro dell’indie italiano, allora come oggi. Un album che non ha perso forza, urgenza, verità. Anzi: col tempo sembra averne guadagnata.

Al Dssz Club di Baronissi, in provincia di Salerno, il locale è letteralmente gremito. Non “pieno”: strapieno. Gente ovunque, appiccicata al palco, ai muri, al bancone e al “balcone” dietro al palco. Quella sensazione bellissima per cui capisci subito che non sei lì per nostalgia sterile, ma per qualcosa che ancora vibra forte.

Il live nasce proprio con questa idea: tornare a suonare nei club come nel 2016, ripercorrendo tutta la storia di Marassi. La band infatti lo suona integralmente, dall’inizio alla fine, senza salti, senza scorciatoie. Una scelta necessaria e romantica. In scaletta scorrono una dopo l’altra Giovani d’oggi, Cinghiali incazzati, La nostra pelle, Stai tranquillo, Mare, Quando sono con te, Gli occhi della luna, Sognavo di fare l’indiano, Non molto lontano, Ci vuole molto coraggio. Ed è proprio così: ci vuole molto coraggio a rimettersi lì, nudi, dieci anni dopo, davanti a un pubblico che quelle canzoni le conosce a memoria.

Maurizio Carucci lo dice subito, senza filtri: non sta benissimo con la voce, è un po’ malaticcio, non è in forma. Ma proprio per questo il live assume ancora più valore. Rafforza una cosa fondamentale: la volontà di esserci. La data non è stata annullata, perché Marassi meritava di essere celebrato comunque, insieme alle persone, in mezzo alle persone. E quella fragilità vocale, invece di togliere, aggiunge verità.

Tra un brano e l’altro Maurizio si prende il tempo per un discorso che resta addosso. Spiega che le carriere non sono fatte solo di salite, di stadi e palchi enormi. Le carriere, come la vita, oscillano. A volte si va su, a volte si torna giù. E tornare nei club piccoli, con un pubblico più raccolto, non è un passo indietro ma un ritorno all’essenza.

Dopo Marassi, la band allarga lo sguardo e arrivano Costarica, Patrizia, Bambini, Con te, Questa notte — il brano con cui andarono a Sanremo. Il finale è affidato di nuovo a Quando sono con te, questa volta in versione più soft, con Maurizio che scende dal palco e la canta in mezzo al pubblico. Un momento intimo che chiude il cerchio nel modo più giusto possibile.

Dieci anni dopo, Marassi non è solo un disco che “si ricorda”. È un disco che parla ancora, che riempie i club, che fa cantare persone e che regge il tempo senza sbriciolarsi. E vedere gli Ex-Otago celebrarlo così, senza sovrastrutture, in un locale stracolmo, è la prova più bella che a volte non serve andare sempre più in alto: basta tornare dove tutto aveva senso di esistere.

A cura di Stefano STRE Crispino

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