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Eduardo De Crescenzo incanta la sua Napoli

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Napoli accoglie uno dei suoi figli più raffinati e appassionati con l’abbraccio più caldo, in una serata stranamente fresca: Eduardo De Crescenzo, protagonista assoluto della serata all’Arena Flegrea, all’interno dell’ottava edizione del Noisy Naples Fest. Il titolo dello spettacolo, TUTTOINSIEME, non è solo un invito, ma una dichiarazione d’intenti: tenere insieme passato e presente, melodia e improvvisazione, canzone classica e jazz. Ed è proprio questa la traiettoria emotiva ed estetica di un concerto che si divide in due atti ben distinti, quasi due facce della stessa anima.
Atto I – “Avvenne a Napoli – Passione per voce e piano”
La serata si apre con un momento di elegante raccoglimento. Sul palco solo De Crescenzo e il pianista Julian Oliver Mazzariello, in un omaggio rigoroso e rispettoso alla canzone classica napoletana, introdotto con grazia e profondità dallo storico musicale Federico Vacalebre. Le sue parole illuminano il contesto culturale e artistico dei brani che seguiranno, e il pubblico ascolta in religioso silenzio.
Eppure, per quanto tecnicamente ineccepibile, questa prima parte lascia una sensazione di sospensione: De Crescenzo interpreta con fedeltà quasi filologica i grandi classici, ma è come se trattenesse qualcosa. Il repertorio – per quanto nobile e radicato – sembra rivestito di una forma troppo austera, dove la potenza creativa del cantautore napoletano resta sottotraccia. È Napoli, sì, ma forse incastonata troppo in una teca di cristallo. Per molti presenti però la cosa sembra essere solo un bene.
Atto II – “Essenze Jazz”
È nella seconda parte, invece, che tutto si accende. È qui che Eduardo De Crescenzo si libera, si reinventa, e incanta davvero. Accompagnato da una formazione jazz straordinaria – Enzo Pietropaoli al contrabbasso, Marcello Di Leonardo alla batteria, ancora Mazzariello al piano, Daniele Scannapieco al sax e Susanna Krasznai al violoncello – l’artista ripercorre i suoi brani storici con arrangiamenti raffinati, sorprendenti, emozionanti.
“L’odore del mare”“Il racconto della sera”Sarà così“Naviganti”: ogni pezzo si trasforma, prende vita nuova, si dilata e respira. La voce, sempre calda e intensa, si intreccia con i fraseggi del sax e del contrabbasso in un viaggio sonoro che ha del magico. È in questi momenti che il pubblico vibra, si commuove, si riconosce.
Tra i picchi più alti:
  • “Ancora”, vera e propria colonna della musica italiana degli anni ’80, viene riletta con una lente jazz che ne esalta l’intimità e la malinconia. Un classico che resiste al tempo, ma qui si rinnova completamente.
  • “Dove vola quando l’amore se ne va”, eseguita con una delicatezza sospesa, come se la voce stessa cercasse la direzione del volo.
  • E infine “Mani”, che chiude il concerto tra applausi e commozione: il pubblico si alza in piedi, batte le mani e idealmente le stringe all’artista, in un gesto di riconoscenza e appartenenza.
TUTTOINSIEME è un titolo che acquista senso proprio alla fine: perché solo mettendo insieme rigore e libertà, radici e cielo, un artista come De Crescenzo può davvero raccontare la complessa delicatezza di sé stesso e della sua Napoli. Se la prima parte sembrava quasi troppo essenziale, è perché era l’attesa prima della piena. E la piena, nella seconda parte, travolge ed emoziona.
De Crescenzo si conferma, ancora una volta, uno dei più grandi artisti sottovalutati del nostro tempo. Il pubblico dell’Arena Flegrea lo sa e lo celebra, in una serata dove Napoli ha potuto ascoltare – finalmente – la sua voce, la sua anima “TUTTAINSIEME”.
A cura di Stefano STRE Crispino

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