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Duran Duran alla Reggia di Caserta: appuntamento con la storia

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Il ritorno dei Duran Duran alla Reggia di Caserta, a ben 38 anni dall’ultima esibizione qui, è uno di quegli eventi destinati a rimanere nella memoria collettiva. Più che un semplice concerto, un vero e proprio appuntamento con la storia, capace di riportare sotto il cielo della Reggia una delle band che ha contribuito a scrivere alcune delle pagine più importanti del pop mondiale.
Il concerto rientra nel cartellone di “Un’Estate da Belvedere”, la rassegna che anche quest’anno porta alla Reggia di Caserta e al Belvedere di San Leucio alcuni dei più importanti artisti del panorama nazionale e internazionale. Dopo i primi appuntamenti delle scorse settimane, è il turno dei Duran Duran, protagonisti di quella che è senza dubbio una delle date più attese dell’intera programmazione.

L’atmosfera di questa serata ha infatti un peso specifico diverso: il ritorno di Simon Le BonNick RhodesJohn Taylor e Roger Taylor nello luogo che li aveva accolti nel 1987 trasforma il concerto in una vera e propria celebrazione.

La scaletta attraversa oltre quarant’anni di carriera senza lasciare spazio ai tempi morti. L’apertura è affidata a “Is There Something I Should Know?”, seguita dall’energia di “The Wild Boys”“A View to a Kill” e “Hungry Like the Wolf”, mentre “INVISIBLE” rappresenta il presente di una band che continua a pubblicare nuova musica senza vivere esclusivamente di nostalgia.
C’è spazio anche per momenti più intimi con “Ordinary World”“Come Undone”“The Chauffeur” e “Free to Love”, alternati ai grandi inni dance come “The Reflex”“Notorious”“Planet Earth” e “(Reach Up for the) Sunrise”. Curiosa anche la presenza di “White Lines (Don’t Don’t Do It)”, omaggio al classico di Grandmaster Melle Mel, e del mash-up “Girls on Film / Psycho Killer”, che sorprende e coinvolge il pubblico.
Il finale è affidato a due autentici monumenti della loro discografia. Durante “Save a Prayer”Simon Le Bon abbraccia la sua chitarra acustica, regalando uno dei momenti più suggestivi della serata. Poi arriva “Rio”, esplosione conclusiva che trasforma la Reggia in una gigantesca festa collettiva.
Più che la perfezione della performance, a lasciare il segno è il valore simbolico della serata. Trentotto anni dopo, i Duran Duran tornano a esibirsi alla Reggia di Caserta e aggiungono un nuovo capitolo alla lunga storia del monumento vanvitelliano, confermando come alcuni concerti vadano oltre la musica: diventano memoriacultura e storia.
A cura di STRE (Stefano Crispino)

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