L’uscita di Iena segna un nuovo passaggio nel percorso dei Dosonliri, che con questo singolo tornano a muoversi all’interno di un rock diretto e compatto, capace di coniugare urgenza espressiva e costruzione simbolica. Il brano si presenta fin da subito come una dichiarazione d’intenti: ritmo serrato, riff ossessivo e una scrittura che sceglie la metafora animale per raccontare una condizione umana riconoscibile e poco rassicurante.
L’immaginario della iena, animale spesso relegato a un ruolo marginale e stereotipato, diventa qui il fulcro di una riflessione più ampia. I Dosonliri costruiscono un parallelo esplicito tra la figura del predatore disprezzato e quella delle persone invisibili, costrette ai margini, obbligate a sopravvivere in silenzio. Il testo lavora su questa sovrapposizione senza indulgere in spiegazioni didascaliche, affidandosi piuttosto a immagini secche e a frasi che restano impresse per la loro immediatezza.
Dal punto di vista sonoro, Iena si inserisce con coerenza nel solco dell’alternative rock di matrice anni Novanta, richiamando una tradizione che va dall’esperienza italiana di Afterhours e Verdena fino a suggestioni internazionali più abrasive. La produzione, curata da Luca Alfiero, privilegia un suono ruvido e compatto, lasciando emergere una distorsione sporca che accompagna e rafforza il senso di urgenza del brano.
Il videoclip contribuisce ad ampliare l’universo narrativo della canzone, lavorando per simboli e dettagli più che per una narrazione lineare. La presenza di Arianna Bonardi assume un ruolo centrale nel dare corpo a un racconto che dialoga costantemente con la musica, rafforzando l’idea di un progetto che non si esaurisce nel solo formato audio.



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