Napoli, 30 giugno 2026. A distanza di un anno, Eduardo De Crescenzo torna sul palco dell’Arena Flegrea con “Essenza Jazz”, facendo registrare uno straordinario sold out. Un’Arena completamente gremita accoglie il cantautore napoletano per uno spettacolo elegante e intenso che, rispetto all’edizione dello scorso anno, sceglie di percorrere una strada leggermente diversa.
Se nel 2025 la prima parte del concerto era dedicata alla canzone classica napoletana, questa volta lo spettacolo si concentra sulla straordinaria discografia di De Crescenzo, ma soprattutto rappresenta una celebrazione del progetto “Essenze Jazz”, lo storico album pubblicato nel 2012, con cui l’artista ha reinventato quindici dei suoi grandi classici attraverso raffinati arrangiamenti jazz, impreziositi dall’inedito “Non tardare”. Un lavoro nato per essere vissuto soprattutto dal vivo, registrato in presa diretta proprio per conservare la spontaneità e il dialogo tra musicisti, e oggi tornato al centro dell’attenzione anche grazie alla recente riedizione in vinile, che ne ha riportato in primo piano tutto il valore artistico.
Ad aprire la serata è “L’odore del mare”, accolta da un lungo applauso, prima dei saluti al pubblico. Da lì prende forma un percorso che attraversa “Il racconto della sera”, “C’è il sole”, “Foglia di tè”, “Dove”, “Sarà così” e “Naviganti”, tutte impreziosite dalle atmosfere jazz che rappresentano l’essenza di questo progetto.
Tra un brano e l’altro, De Crescenzo dialoga con il pubblico con il suo stile pacato e riflessivo. Citando Umberto Eco, ricorda una frase oggi più attuale che mai:
“Con Internet anche i cretini avevano un palcoscenico su cui esibirsi.”
Poi aggiunge:
“Siamo giunti nell’era dei cretini. Un’era dove i cafoni ci sembrano persone autorevoli perché urlano più degli altri.”
Parole accolte da un lungo e convinto applauso dell’intera Arena.
La musica riprende con “La vita è un’altra”, “Il treno”, “Cosa c’è di vero”, “Dove c’è il mare”, “Quando l’amore se ne va”, “Amico che voli” e “Ancora”, confermando la volontà di costruire uno spettacolo in cui il linguaggio del jazz valorizza la scrittura, la voce e la sensibilità interpretativa del cantautore napoletano.
È lo stesso De Crescenzo a scherzare con il pubblico:
“Adesso è un po’ difficile accontentare tutti, perché ormai nel repertorio ho più di cento canzoni.”
Una battuta che racconta perfettamente quanto sia vasto il patrimonio musicale costruito nel corso della sua carriera.
Il bis regala uno dei momenti più emozionanti della serata. Solo voce e pianoforte, De Crescenzo propone un medley che attraversa “Al piano bar di Susy”, “L’infinità”, “Da lontano”, “Camminando”, “Io ce credo” e “Sapessi com’è”, con il suggestivo ingresso del sax, fino ad arrivare a “Vola”, con tutta la band sul palco.
Nel finale arrivano “E la musica va”, “Il gioco del mondo”, “Occhi di marzo” e “Mani”, che chiudono una serata impreziosita dall’affetto di un’Arena Flegrea completamente esaurita, capace di accompagnare ogni brano con applausi, partecipazione e grande emozione.
Per chi non fosse riuscito a trovare posto in questo straordinario sold out, l’appuntamento è già fissato: “Essenze Jazz” tornerà il 19 settembre, pronto ad accogliere ancora una volta il pubblico in un nuovo viaggio tra i grandi classici di Eduardo De Crescenzo riletti attraverso il linguaggio senza tempo del jazz.
A cura di STRE (Stefano Crispino)



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