Sign up with your email address to be the first to know about new products, VIP offers, blog features & more.
[mc4wp_form id="4890"]
Zapisz Zapisz

Intervista a Gazzelle: in arrivo nuovo singolo ed edizione speciale di “Superbattito”

Abbiamo già parlato del concerto di Gazzelle al Fabrik di Cagliari (venerdì 17 Novembre). Però, lo stesso giorno, dopo un lungo ed articolato soundcheck, abbiamo avuto modo di fare quattro chiacchiere con Flavio Pardini, vero nome del cantautore romano, che ci ha raccontato di com’è iniziato tutto, del successo del presente e dei progetti futuri.

 

 

Com’è iniziato il tuo approccio alla musica e al canto? Hai iniziato da subito a scrivere e cantare testi tuoi o, come altri, sei partito da delle cover?

«Ho sempre scritto le mie canzoni. Sin da bambino, la mia prima canzone l’ho scritta a sei anni e, da lì, non mi sono più fermato. Però la mia carriera è iniziata quest’anno perché è la prima volta che pubblico qualcosa di mio, ma scrivo da vent’anni. Mentre il contesto del fare cover non l’ho mai affrontato, non mi piace».

 

A proposito delle cover, non ti piace farne, ma com’è essere uno degli artisti più coverizzati del momento? 


«È interessante, carino! A me diverte guardarle ogni tanto ed è positivo anche perché mi aiutano a spargere il verbo. Ce ne sono alcune, di cover, che mi piacciono proprio, altri che magari non sono bravi o sbagliano parole o accordi – ride – ma va bene, c’è passione».

 

 


Scrivi dei pezzi da far interpretare ad altri cantanti?

«Sì, sì! Già lo sto facendo. Sono anche autore io, ne ho scritte già parecchie che piano piano vedrete uscire. In questi mesi».

 


A proposito di uscite, hai pubblicato altri quattro singoli dopo l’album. Questa pratica di far uscire singoli, con tanto di video, al fuori del disco, era abbastanza atipica fino a poco tempo fa. Cosa intendi farne dei nuovi singoli, saranno presenti nel prossimo album?

«Sì, è vero, è strano. Perciò – sorride – ne faccio uscire un altro ancora! Uscirà un’altra canzone– spiega Flavio – approssimativamente verso febbraio e poi tutte le nuove, comprese Sayonara, Stelle Filanti, Nero e Meglio Così andranno pubblicate con il repack di Superbattito. Un’edizione deluxe che uscirà fra gennaio e febbraio con un totale di tredici brani, i cinque singoli nuovi più gli otto di Superbattito. Questo è quello che ho e che abbiamo in testa per l’immediato futuro».

 

 

Per quanto riguarda il futuro, i testi di Superbattito e anche i singoli sono tutti scritti in maniera narrativa, raccontano qualcosa senza troppi fronzoli, e sono sempre rivolti ad un ‘tu’ specifico. Caratteristiche che non sempre ritroviamo o sono espresse con qualità nel genere pop. Anche il prossimo singolo è scritti allo stesso modo? O ti sentiremo anche sperimentare con nuove tipologie di testi?


«A livello di testi, da sempre, scrivo quello che mi passa per la testa. Penso di avere queste caratteristiche qui nel presente, ma magari fra 10 anni ne avrò di altre e scriverò diversamente. Al momento, però, io di base una canzone la scrivo in brevissimo tempo, un qualcosa come 5 minuti. Perché penso che o la scrivo veloce, di getto, o non la scrivo proprio. Non mi è mai capitato di mettermi a scrivere tanto per scrivere. Di solito è più una ispirazione spontanea, istantanea. Infatti, i miei testi sono tutti perlopiù come delle immagini. Sono come delle foto».

 


 In pochissimo tempo sei passato dall’essere un cantante misterioso ad essere uno dei punti di riferimento di questo genere/non-genere, il sexy pop. Pensi questa strategia, se lo è, ti abbia aiutato in qualche modo?

«No, non è stata una strategia, noi avevamo già fatto tutto con l’album e la produzione, la Maciste Dischi, ha deciso di proporlo così con il nostro consenso. Non ci interessava il come ma io di mio volevo che arrivassero sopratutto le canzoni e quello che dico. Perciò non mi importava di apparire o altro. Anche perché poi la gente comunque mi vedeva ai concerti, non ci siamo mai davvero nascosti».

 

 

Anche se, come ci dici, nel tuo caso non era strategia, pensi di aver lanciato un trend? Perché di cantanti che giocano sul mistero e sul non mostrarsi, come Liberato e il freschissimo Cimini, ne abbiamo visti parecchi negli ultimi mesi.



«Ho notato anche io la tendenza ma – ride – non credo si siano ispirati a me. Anche perché, comunque, prima di me c’erano I Cani (ndc Contessa de I Cani agli esordi faceva i concerti con in testa una busta di cartone) che hanno avuto un approccio simile. Ma non penso di aver lanciato nessun trend per davvero, semplicemente volevo arrivasse prima la mia musica che la mia immagine e così si può dire che abbia funzionato».

 

Sicuramente, l’alone di mistero, Gazzelle, l’ha messo da parte. Come non è più un mistero che sia uno dei più influenti cantautori nel panorama alternativo della musica italiana di oggi. Ma qualcosa mi fa pensare che non si fermerà al pop più di nicchia, diciamo. In attesa del secondo album, sperando, per lui e per i suoi fan, sia d’impatto come il primo, attendiamo questo nuovo bravo che ci ha annunciato e il Superbattito Deluxe, in uscita tra gennaio e febbraio.

No Comments Yet.

What do you think?

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *